La Zona d’Ombra by Magnolia

“La Zona d’Ombra” è un concept-album dei romani Magnolia, riformatisi dopo anni di stop. Il concept è ispirato alla vita di un condannato a morte nel Texas, una storia raccontata attraverso 14 canzoni di cui 3 strumentali, fatte di flashback, emozioni ed “immagini” coinvolgenti. Il sound dei Magnolia si muove tra atmosfere oniriche tipiche di gruppi post-prog come Anathema, Blackfield, Gazpacho, PorcupineTree, Gathering e quelle di un prog-rock melodico (cantato in italiano) di impatto immediato ed emozionale. Il gruppo è formato da 6 elementi ed è caratterizzato dall’ottima, intensa voce di Chiara Gironi e da un rapente tappeto di strumenti acustici ed elettrici, pianoforte e chitarre “nature”, che , nonostante la dura tematica della pena di morte, cercano di creare un’atmosfera più malinconica e sognante. Splendida la confezione in digipack, corredata da booklet con immagini molto suggestive che aiutano a tuffarsi in queste specie di romanzo in musica.

“La storia che vi raccontiamo è liberamente ispirata a quella di David Hicks, un “Mister X” qualunque, come suggerisce la pronuncia del suo nome. Un giovane uomo di colore, accusato di aver aggredito e ucciso nella sua casa un’anziana parente; un uomo sulle cui responsabilità gravano e ormai graveranno per sempre dubbi. Hicks ha concluso la sua breve esistenza in un carcere del Texas, dopo un processo sommario minato dalla sua modesta condizione sociale e dopo essere stato trasferito da Ellis Unit One nel braccio della morte per ben sette volte prima della definitiva; ha avuto inoltre il triste primato di essere il primo giustiziato del 2000. Sinceramente, a noi non interessa se Hicks fosse colpevole o innocente. La zona d’ombra nella quale il protagonista del disco si aggira è quella intermedia tra la luce piena dell’innocenza e quella oscura del male: è il luogo del dubbio e del sospetto nel quale ognuno di noi, pur non credendolo possibile, può cadere in qualunque momento, magari solo per il fatto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato; è il senso di impotenza e di ineluttabilità che sovrasta ogni intenzione e, spesso, la stessa realtà dei fatti. Abbiamo cercato di percorrere, immaginando più che altro stati d’animo e flashback di ipotetici ricordi, le tappe cruciali o i semplici momenti di rabbia e di sconforto che possono caratterizzare una vita spesa dapprima ai margini e poi dietro le sbarre; una vita che, pur non esente da aspetti discutibili, era degna di essere vissuta e che nessuno, neanche uno Stato, e per nessuna ragione al mondo, poteva permettersi di spezzare.”

Recensione a cura di Lizard Records